La crisi della politica, i movimenti della società civile e la necessità di superare trent’anni di neoliberismo sono i temi al centro dell’intervista di Daniele Nalbone – la sesta della serie “la politica che non c’è” – a Nicoletta Dentico, esperta di salute globale ed ex direttrice di Medici Senza Frontiere, che apre questo numero di MicroMega+: “Un cambio di civiltà contro l’idolatria liberista”. A seguire dedichiamo tre interventi a un importante anniversario, il trentennale del Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio del 1992. Secondo Alessandro Somma l’Unione Europea, nata per promuovere pace e prosperità, si è trasformata in un motore di conflitti e povertà incapace di riformarsi: “Trent’anni di Maastricht: sarebbe ora di cambiare rotta (ma non si può)”. La flessibilità dei mercati e lo scioglimento dei lacci e lacciuoli sono stati gli strumenti giusti per la crescita economica dei Paesi europei? La risposta di Sergio Cesaratto (“Il triste anniversario di Maastricht”) è che il bilancio di tre decenni di Maastricht e dei suoi precetti liberisti non è commendevole. E dovrebbe far riflettere tutti, specie a sinistra. A concludere il nostro focus su Maastricht è Enrico Grazzini (“Geopolitica e crisi del Covid, l’Europa al bivio”) secondo il quale la crisi dell’Ucraina, la guerra fredda tra USA e Cina e la crisi del Covid impongono la sostanziale cancellazione del Fiscal Compact e la revisione del Trattato di Maastricht. Perché o l’Unione Europea svolta o può disintegrarsi nello scontro tra le Superpotenze. Sfruttati al limite della schiavitù e costretti a vivere in 6 o 7 dentro una tenda o una baracca senza elettricità né bagni. Il numero dei braccianti nella Piana di Gioia Tauro è in diminuzione ma le loro condizioni restano drammatiche. Il reportage di Valerio Nicolosi: “Rosarno: ancora ghetti, sfruttamento e miseria”. “Le radici a un certo punto vanno tagliate, perché trattengono e non permettono di essere liberi”. Intervistato da Elettra de Salvo lo scrittore Mario Desiati ci parla del suo nuovo romanzo (“Spatriati”, Einaudi) e di letterature e vite, linguaggi e personaggi, inquietudini e ricerca di sé: “La libertà degli ‘spatriati’. Conversazione con Mario Desiati”.

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