Per questo numero di Ferragosto la newsletter di MicroMega cambia totalmente veste e offre ai suoi lettori sei racconti di stampo socio-politico di alcuni dei più importanti scrittori italiani e stranieri, di oggi e di ieri, selezionati dall’archivio della rivista.

Si comincia con L’alta marea di Abraham B. Yehoshua, pubblicato su MicroMega nel 1998, racconto nel quale l’autore ci conduce in un paesaggio di totale desolazione, in cui tutta l’umanità rappresentata è quella confinata in un carcere circondato dall’acqua che attende la prossima inondazione.

In I morti a tavola, racconto di Antonio Tabucchi pubblicato nel 2002, il protagonista ci accompagna invece per le strade della Berlino post caduta del Muro, percorrendo le quali ripercorre anche la sua storia d’amore con la moglie ormai morta.

Per presentare i personaggi del geniale racconto Pábitelé, di Bohumil Hrabal, apparso su MicroMega nel 1989, lasciamo la parola allo stesso autore, che così li descriveva nel 1964: «Uomini dei quali si potrebbe dire che sono pazzi, sciroccati, per quanto chi li ha conosciuti certo non lo direbbe in questo modo (…) capaci (…) di fare ciò che fanno troppo appassionatamente, fino a sfiorare i limiti del ridicolo (…) I pábitelé sono inafferrabili, il loro volto nel presente è incerto, contraddittorio, talvolta anche apparentemente indesiderato, non conveniente. E tuttavia nel giro di sei mesi finiscono per avere ragione».

L’Italia dei segreti di Pulcinella e dei misteri occulti, delle deviazioni di Stato e dei crimini eccellenti, è invece la protagonista del racconto giallo Omissis 25 di Carlo Lucarelli, apparso su MicroMega nel 2002.

Coniuga paradossalmente amore per la buona tavola, Unione Europea e paure dell’altro Manuel Vázquez Montalbán in Il festino di Pierre Ebuka, racconto pubblicato nel 2004 che mette in scena il processo a un epistemologo-cannibale, condannato all’ergastolo e alla cucina di un McDonald’s.

Infine, in Sospetto di Tahar Ben Jelloun, apparso sulle nostre pagine nel 1995, l’autore veste i panni di Mohammed Bouchaim, lavavetri marocchino di stanza a Parigi nei giorni della guerra in Iraq, guardato costantemente con tale sospetto, appunto, da mettere in dubbio egli stesso la propria innocenza.

Buona lettura!

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