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Fare è un bel gesto d’amore da imparare

Pubblichiamo degli stralci della prefazione di Alberto Garretto al libro Imparare Facendo.

Alberto è un amico che ho conosciuto pochi anni fa, durante la campagna elettorale di Laboratorio Civico a Ivrea (Opens in a new window).

simbolo Laboratorio Civico Ivrea
simbolo Laboratorio Civico Ivrea

Un’esperienza esaltante come molte delle cose che fa Alberto che, oltre che conduttore della mattinata di Imparare facendo del 25 gennaio 2025, è un operatore sociale che lavora con persone con disabilità. Ha creato una bellissima esperienza di design pubblico e intervento sociale: La FALEGNAMERIA ITINERANTE .

Foto in BN che mostra persone diversamente abili con grembiuli da artigiani
Giugno 2016 Alessandro Franzetti Zac! Ivrea La FALEGNAMERIA ITINERANTE alla Grande Invasione

Alberto ha scritto una prefazione al libro Imparare Facendo che è a dir poco fantastica. Buona lettura

Ettore

Fare è un bel gesto d’amore da imparare

[…]

“Non credo di essere in grado” dicevo, la solita reazione che ho di fronte alle cose nuove. La reazione di una persona un po’ timorosa, come sono io, che ha imparato a tuffarsi di testa in età avanzata, a 45 anni e sta imparando lo sci da discesa in età ancora più avanzata, a 50 anni, scendendo a compromessi con il proprio corpo, spingendolo in modo innaturale e senza irrigidirsi verso il pericolo delle esperienze nuove, la testa in direzione dell’acqua lasciandosi cadere, la punta degli sci verso la massima pendenza lasciandoli scivolare.Affronto la paura facendo. Fare mi ha aiutato e mi aiuta a crescere. E’ il mio metodo. Il metodo che applico nel mio approccio educativo di tutti i giorni con le persone con disabilità e con autismo con cui lavoro.

[…]

“Imparare facendo” ha raccontato l’esperienza di quindici persone che credono nel fare.Sabato 25 gennaio 2025, per tutto il giorno, si è parlato di scuola, di didattica, di didattica attiva ed esperienziale, di presente passato e futuro della scuola, di esperienze esemplari e innovative, ma soprattutto si è parlato di giovani e giovanissimi, della Generazione Z citata nel sottotitolo di questo libro, e di quanto possa essere ancoraimportante apprendere dalle esperienze pratiche Si è provato ad immaginare una risposta alla rappresentatività dei giovani e dei giovanissimi, in Italia sempre più compressi in modelli prestazionali e in una società sempre più anziana, dove si trovano adessere ormai una minoranza. Ci siamo confrontati su esperienze, buone pratiche e su quella che potrebbe essere una terza via della scuola, una soluzione possibile che si inserisca tra la scuola azienda, voluta e sostenuta dalla politica degli ultimi anni e la scuola patria nata dopo la Riforma Gentile del 1923.

“Non credo di essere in grado” dicevo. E invece sono stato in grado perché mi sono preparato usando il mio metodo: facendo. Ho visitato alcuni luoghi che sono stati raccontati nel corso della giornata, la Società Umanitaria di Milano, la Scuola di Don Milani di Barbiana, ho letto “Lettera ad un professoressa” che mai avevo letto prima, ho chiamato tutti gli ospiti della mattinata per entrare in un rapporto il più possibile empatico sostenendoli in alcuni loro timori.Sabato 25 gennaio 2025 ho parlato anche di amore. Parlare di amore è un privilegio, non se ne parla mai abbastanza.

Alberto Garretto

Topic Atti del 25 gennaio 2025