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Calcerò #06 - Tech Foot

Dispositivi edge computing indossabili, allenatori affiancati da medici, digital twin, metaverso. Forse è fantascienza. O forse no?

Ciao a tutti,

ben ritrovati da Calcerò: è l’11 del mese e, come sempre, eccolo nella vostra casella. Nessuna vacanza per il futuro del pallone, né oggi né in agosto, e giudicate voi se è una buona notizia o una persecuzione.

Intanto, però, il numero 6 prende spunto da una riflessione di Guglielmo De Feis, docente di cultural intelligence presso il Centro tecnico di Coverciano, pubblicata pochi giorni fa nella sua rubrica mensile su The SpoRt Light (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre). Questa: «Con l’invasione di tecnologia e dati, ci stiamo assuefacendo – più o meno inconsciamente – al ragionamento matematico-probabilistico, se non addirittura al meccanismo manicheo-esclusivo dell’algoritmo dell’intelligenza artificiale. I tifosi di calcio italiani seguono le notizie di calciomercato un po’ con la  prospettiva dell’analista finanziario – che valuta la congruità di una determinata operazione di acquisizione, basandosi su cifre e bilanci – e un po’ con quella dello storico che ricava la verità, per l’appunto storica, con l’asettica valutazione dei fatti del passato». Ora, l’argomentazione di De Feis si può leggere integralmente qui (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre) ed è di notevole interesse, anche perché suggerisce un cambio di approccio interpretativo.

Qui, tuttavia, deviando dalla riflessione originale e più di tipo psicologico, ci si concentra principalmente sull’effettiva sovrabbondanza di dati, un aspetto fattuale non certo irrilevante che, peraltro, è ben lontano dall’aver raggiunto la propria entelechia.

Fine del riscaldamento. Entriamo in campo.

LINE UP

Io sono Lorenzo Longhi e potete contattarmi a questo indirizzo (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre).
L’archivio dei numeri precedenti si può consultare qui. (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)
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DATA GALORE

Quanto siamo in effetti consapevoli di tutta la tecnologia che c’è attualmente nel calcio? Siamo abituati a parlarne quando ragioniamo di arbitri, di Var, della GLT che ha azzerato (essa sì, laddove esiste) le polemiche sui gol fantasma, del fuorigioco semiautomatico (che verrà utilizzato ai Mondiali) e di quello automatico che presto diventerà uno standard. Ecco, quest’ultimo – un sistema basato sul rilevamento tridimensionale attraverso telecamere dedicate ed elaborazione dei dati, di fatto un’evoluzione della Var – farà parte delle novità visibili, di quelle alle quali lo spettatore per primo dovrà abituarsi. Perché, semplicemente, impattano sul vissuto della partita, così come la Var, e nel caso di specie le frequenti attese tra review ed esito, hanno alterato in maniera netta l’attesa e il festeggiamento di una rete, aggiungendo uno spazio grigio dalle emozioni contrastanti.

Ciò che si intuisce, ma non si vede, è quanto invece negli ultimi vent’anni siano cambiati i metodi di allenamento dei club. Ancora all’inizio del nuovo secolo erano appena una manciata i preparatori atletici che basavano il proprio lavoro sui dati rilevati dalle prime forme di ciò di cui, adesso, nessuno può fare a meno: allora erano i primi cardiofrequenzimetri applicati ai giocatori durante la seduta, in certi casi i primi GPS, poi sono arrivate la computer vision per monitorare le partite, le telecamere per motion capture (il sistema Vicon), il GPS e LPS wearable utilizzati costantemente in allenamento e altre tecnologie capaci di generare una serie di dati tecnici e fisici la cui elaborazione – assieme alle indicazioni degli staff medici – fornisce risultati sui quali si personalizzano gli allenamenti di diversi giocatori.

Chi in misura maggiore, chi in misura minore, oggi qualunque staff tecnico dedica all’analisi dei dati ore e ore del suo lavoro settimanale, e ogni club ha ormai implementato la figura del match analyst. Anche Massimiliano Allegri, non fatevi fregare dal personaggio: sostiene, nel suo libro, di dare un’occhiata solo ai numeri di tiri, falli fatti e subiti, duelli aerei vinti o persi, ma in realtà la Juventus ha uno staff di match analyst che i propri risultati certo non li tiene nel cassetto. Qui andiamo più in fondo, perché l’abbondanza di dati sempre più raffinati porta poi alcuni tecnici ad utilizzare davvero, come fonte primaria del proprio lavoro, un approccio di tipo matematico-probabilistico, tornando alla riflessione di De Feis. Del resto allo stato dell’arte esistono sistemi di tipo predittivo che, ricostruendo le coordinate e tutti i dati possibili ricavati da ogni singolo atleta in campo e individuando gli eventi di gioco, utilizzano l’intelligenza artificiale per riconoscere e analizzare situazioni simili vissute nel corso di diverse gare ed effettuate da differenti giocatori e ”imparano” mano a mano, comparando i risultati ottenuti e valutandone l’efficienza calcistica per poi normalizzare i dati e stabilire gli indici di prestazione tecnico-tattica e fisica di un determinato giocatore. Ė ciò che già accade: sembra un videogioco, ma i calciatori professionisti sono valutati anche in questo modo.
Il calcio è un gioco di situazione, non si vive solo di distanza percorsa, distanza al minuto, accelerazioni, decelerazioni e potenza metabolica: l’idea di predire l’efficienza calcistica di una giocata ha sicuramente un senso matematico, ma tra il calcio e Football Manager ce ne passa, per fortuna. Questo è un tema che però non mi va di approfondire, non qui e non ora. Si entrerebbe nelle mode tecniche attuali, discorso scivolosissimo, ma l’obiettivo è tentare di capire quali potranno essere i nuovi campi di utilizzo dei dati nel calcio.

I software che elaborano i dati di cui sopra sono numerosi e volta per volta più precisi negli algoritmi e nell'output. Si affineranno e utilizzeranno ancora maggiormente l'inserimento dei moduli elettronici necessari in dispositivi indossabili come toppe, strisce e cerotti adesivi di nuova generazione, maggiormente resistenti ai rischi di distacco o di errori nella collezione dei dati causati da contatti di gioco, movimenti improvvisi, sudore. Il Laboratory of Soft Bioelectronic Interfaces dell'EPFL di Losanna ha già testato i nuovi dispositivi, così come studio e ricerca su basi simili sono attivi anche al MIT e sulle quali stanno lavorando diverse start-up internazionali: l'obiettivo è quello di permettere un monitoraggio continuo edge computing (con minore latenza, insomma) basato sull'intelligenza artificiale. Una tecnologia che avrà riflessi significativi soprattutto nel settore della sanità e della salute, ma che proprio per questo potrebbe aprire  nuove frontiere proprio nello sport e nel calcio: i dataset forniti potrebbero infatti consentire di monitorare in tempo reale i dati biometrici degli atleti in campo. Una possibilità del genere, in linea teorica, avrebbe la possibilità di formare una nuova generazione di laptop trainer non focalizzati principalmente sulle situazioni di gioco e sulla tattica (il parossismo nel possesso palla, l'associatività) quanto piuttosto sulle prestazioni fisico-atletiche, avendo a disposizione con precisione tutti i dati relativi alle condizioni del momento. In un calcio già oggi estremamente più fisico di quallo di nemmeno troppi decenni or sono, gli allenatori potrebbero in futuro essere affiancati da collaboratori medici prim'ancora che da collaboratori tecnici, professionisti insomma capace di leggere la mole di dati sulla prestazione fisica di ogni atleta e di intuirne i cali non in maniera empirica, ma scientifica. Con il numero di sostituzioni ormai definito a cinque e (questa è l'ultima novità della Serie A per il 2022-23) la possibilità di portare quindici giocatori in panchina, rendere scientifica e non più intuitiva la scelta del calciatore da sostituire ora sembra una cosa da videogioco, domani chissà. Se al mister si accompagnerà il doc – attualmente figura di contorno in panchina, per quanto fondamentale – non sarebbe nulla di sconvolgente, un domani.

Più sconvolgente, magari, sarà vedere un giorno, il digital twin di un calciatore reale sul quale sono stati raccolti tutti i dati possibili. Un digital twin – una innovazione già in uso su macchine particolarmente tecnologiche – governato dall'intelligenza artificiale, da sottoporre a carichi di lavoro virtuali sempre più elevati per valutare in potenza il limite del reale, e al quale chiedere la soluzione calcistica statisticamente più efficiente da suggerire e insegnare al real twin. Ma qui siamo alla fantascienza. O forse no?

ENTERTAINMENT

L'orgia statistica – ok, il termine non è preciso: diversi in questa puntata non lo sono, ma chi scrive è uno della Generazione X che ha studiato altro: valga questo inciso per consentirmi di mettere le mani avanti – già invade gli schermi, ma siamo ancora agli inizi. Sempre all'EPFL è stato lanciato un progetto che analizza le gare utilizzando gli strumenti di video imaging e che, con un giocatore in una determinata posizione, in diretta può predire con una grafica le possibili scelte (di tiro o di passaggio ad esempio) indicandone anche gli esiti storici. Di fatto si tratta di un modo per farsi prendere dalle statistiche e navigare su di esse, dimenticandosi della partita, ma a ben guardare il calcio odierno non viene considerato particolarmente attraente da quella che viene definita “generazione highlights” e l'esperienza dello spettatore che guarda da tv o mobile, quello di casa che rappresenta il mercato maggiore, deve essere piena, ridondante di dati che possano essere l'ideale second screen.

C'è poi nel futuro il metaverso, il web 3.0. La notizia recente è che il Porto, attraverso un accordo con Upland, sarà il primo club a ricostruire il suo stadio virtuale. Qui tocchiamo anche di striscio il tema degli NFT, la nuova modalità di spillare denaro al tifoso-cliente che verosimilmente, con il metaverso, diventerà uno standard. Avatar che interagiscono in luoghi virtuali, in un'esperienza di realtà virtuale fatta di esperienze le più disparate (magari anche quelle di realtà aumentata, negli stadi del metaverso durante le dirette live) e interconnesse e che, per un profano, sono difficili anche da immaginare. Ma che, a livello di marketing, avranno un aspetto comune: parleranno di esclusività, la  principale leva di spesa nel mondo moderno per quanto concerne i consumi voluttuari. Esserci senza esserci, possedere senza avere: fa effetto, ma la direzione sembra quella.

Ecco, un punto forse ci sfugge, ma è bene tenerlo presente già ora e fare valutazioni in prospettiva: più l’innovazione aumenta gli standard tecnologici dell’élite, più la forbice tra il calcio dei professionisti (nemmeno tutto, ma solo quello di vertice) e quello amatoriale e dilettantistico è destinata ad allargarsi, e non per questioni prettamente di campo. Non saranno sport diversi, ma esperienze lontanissime sì, e questa considerazione avrà delle conseguenze inevitabili. 

CAMPO PER DESTINAZIONE

Bene, torniamo per un attimo all’attualità, a uno dei più classici giochi da bar, il biliardino. Beh, insomma, classico: qualche settimana fa, presso l’Innovation Park di Biel, in Svizzera, mi sono trovato a sfidare a calciobalilla un robot mosso dall’intelligenza artificiale (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre). Un omino lui, ma mobile, tre fissi io, con un significativo problema: il campo in feltro.

Bene, colui che gioca la partita nel video non sono io, ma un collega canadese (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre), come si evince dallo spreco di capelli e dallo scarso ardore calciobalillistico. La mia partita l’ho vinta 3-1 tenendo alto l’onore azzurro in campo internazionale, guadagnando la stima generale e facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo: ne hanno da mangiare di pastasciutta, questi sistemi intelligenti. O almeno è ciò che abbiamo pensato sino a quando abbiamo scoperto che il robot era settato al livello “easy”.

Triplice fischio. Per suggerimenti, contestazioni, contributi, correzioni, segnalazioni: calcero.newsletter@lorenzolonghi.com (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)

Ci rileggiamo l’11 del prossimo mese: la bonaccia d’agosto non calmerà la sete di futuro di Calcerò.

Calcerò - il futuro del pallone è la newsletter mensile sul domani del calcio. Il giorno 11 di ogni mese arriva puntuale nella tua casella. È curata da Lorenzo Longhi (S'ouvre dans une nouvelle fenêtre)