Che succede ai partiti con il Governo Draghi?

Appare evidente dai sondaggi come il fattore leadership sia fondamentale nei trend in salita e in discesa. E la cruciale funzione dei social

Come va la politica italiana con il governo tecnico-politico?

Intanto partiamo dal premier: Draghi è stato osannato per la sobrietà social in contrapposizione con Giuseppe Conte, the king delle live facebook, che ha giocato molto della propria popolarità nella presenza sulle piattaforme social. Ma è finita che si è dimostrato che c’era qualcosa di più rispetto alla sobrietà. Perché stare sui social oggi vuol dire stare dove sono le persone. Si parla di stare on-life, un’espressione che rappresenta in maniera plastica come sia sempre più sottile la linea di demarcazione tra il reale e il mondo social. Insomma, favorevoli e contrari, sostenitori o detrattori, ma è innegabile che Conte abbia attraversato la tempesta della pandemia insieme ai cittadini.

Non siamo rimasti soli quando il mostro covid era sconosciuto, pericoloso, generava effetti che in molti a livello generazionale e sociale non avevano mai conosciuto. L’istituzione c’era e parlava un linguaggio umano, empatico, vicino.

Tant’è che oggi Draghi cerca un social media manager, un comunicatore social. Per dire che la distanza, quando si è in emergenza da un anno, non è strategicamente una soluzione giusta.

E intanto i partiti veleggiano nei propri mari.

Secondo Supermedia YouTrend per Agi di inizio aprile 2021, FdI registra un nuovo record, infrangendo il muro del 17%. Un risultato non inatteso, vista l’onda di crescita del partito di Giorgia Meloni e che sicuramente ha a che fare con il presidio in solitaria dell’opposizione. E’ rimasta solo FdI a dire che il governo non va bene, e questo conta. E Salvini intanto scende: la Lega di Matteo Salvini scenderebbe sotto il 23% per la prima volta in quasi 3 anni, portandosi al 22,9%, e sempre in calo anche Forza Italia al 7,5%. Il Partito Democratico cresce e in misura minore anche il Movimento 5 Stelle. S'intende il perché. Basta dire due nomi. Enrico Letta e Giuseppe Conte.  Il Pd risale al 18,7% (+0,8 punti) e il secondo al 16,9% (+0,3 punti). Sotto il 4%, invece, tutti gli altri partiti.

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